Pelù contro Renzi: la lunga lista dei dissapori e quell’incarico in Comune a Firenze

REPUBBLICA.IT – Una querelle che viene da lontano. Le accuse lanciate ieri da Piero Pelù contro il premier Matteo Renzi durante il concerto del Primo Maggionon rappresentano una novità. Il leader dei Litfiba ha definito “boy scout di Licio Gelli” il presidente del Consiglio, e stamani le parole pronunciate da Pelù dal palco di piazza San Giovanni a Roma sono state rilanciate dal blog di Beppe Grillo. Dissapori, quelli tra il rocker e l’attuale capo del governo, che hanno una storia lunga: a ricordarli sono i tanti commenti della Rete, che sull’argomento si è scatenata. Nei post viene citato a più riprese quell’incarico in Comune a Firenze, quando nel 2007 la giunta guidata da Leonardo Domenici conferì a Pelù la direzione artistica dell’Estate Fiorentina, sostituendo così Mauro Pagani. Una nomina su cui già all’epoca l’opposizione sollevò dubbi legati all’ammontare del compenso (circa 70mila euro), quasi il doppio del suo predecessore. Una volta insediato, però, Renzi non rinnovò l’incarico a Pelù: preferì optare per un altro nome – Riccardo Ventrella – a costo zero.

Già l’anno scorso, tuttavia, Pelù aveva lanciato attacchi contro Renzi. A settembre, quando il ‘rottamatore’ era ancora primo cittadino di Firenze e candidato alla guida della segreteria Pd, su Facebook il rocker lo aveva definito “iI sindaco più latitante della storia”, oltre che “berluschino”, invitandolo poi ad asfaltare le buche sulle strade cittadine. A rispondergli era stato l’assessore Filippo Bonaccorsi: “Pelù insiste nella sua personale battaglia contro Renzi – aveva scritto in una nota -, dopo aver fallito come ben pagato curatore dell’Estate Fiorentina nelle precedenti amministrazioni, ora si scaglia contro la cultura in città e contro le strade”. La replica dello stesso Renzi non si era fatta attendere: “Abbiamo coperto più buche noi che in 40 anni”.

Tre anni prima – nel 2010 – alla vigilia del nuovo tour dei Litfiba, Pelù si era scagliato contro il primo cittadino: “Dei 100 punti proposti in campagna elettorale – aveva tuonato – troppi non sono stati rispettati. Le piste ciclabili, ad esempio: io sono uno che gira Firenze in bicicletta, e la situazione è disastrosa. E poi –  aveva aggiunto tornando a parlare di Estate Fiorentina – non gli perdono di non aver portato avanti Fiesta“, vale a dire il marchio inventato da Pelù quando era il direttore artistico dell’evento culturale. Ma ancora: “I rottamatori? Sì, bella idea, peccato che Renzi l’abbia scoperta troppo tardi. La sinistra andava rottamata almeno 15 anni fa, quando Massimo D’Alema si rifiutò di fare la legge sul conflitto d’interessi”.

Anche l’atteggiamento dell’amministrazione comunale  sulla Tav aveva meritato qualche scudisciata: “Sono contro il sottoattraversamento di Firenze – erano state le parole di Pelù – e non ho ben capito cosa intendano fare Comune e Regione, c’è un po’ troppa confusione. Non vorrei che andasse a finire come il ponte sullo stretto: si fa, ma senza sentire cosa ne pensa la gente. E’ dagli anni Novanta che condanno la Tav sentendomi dare dell’ambientalista rompicoglioni e del retrogrado. Intanto, i disastri annunciati si sono puntualmente verificati”.

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