Pdl Sicilia infuriato:”I litfiba rimborsino i biglietti del concerto”
PALERMO - Non accennano a placarsi le forti polemiche nate a seguito delle dichiarazioni di Piero Pelù durante il concerto tenuto dai suoi Litfiba a Campofelice di Roccella. Sul palco, il leader della rockband, aveva infatti “cantato” contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri; definendo “papi” il primo e personaggio che “ci ha rotto il cazzo” il secondo.
Al Pdl siciliano, difatti, non è per niente andato giù lo spettacolo “eversivo” del gruppo toscano e così, attraverso le parole di Costanza Castello, giovane coordinatrice del partito di Berlusconi, ha dichiarato:”La libertà di espressione quando diventa libero sfogo dei sentimenti più squallidi, offensivi e di incitamento all’odio non può essere difesa ad oltranza ma si espone necessariamente alla critica e al biasimo. E noi ci sentiamo profondamente toccati dalla mancanza assoluta di rispetto dei Litfiba nei confronti di quei siciliani che pur amando la loro musica e le loro canzoni non tollerano questi comportamenti di violenza verbale”.
Costanza, che utilizza alla perfezione tutti gli aggettivi abusati dal proprio leader, incalza chiedendo addirittura un rimborso del biglietto da parte dei Litfiba. Motivo? “Hanno trasformato l’unico concerto siciliano in un comizio. Un vero e proprio incitamento all’odio, venendo meno moralmente ai loro obblighi contrattuali con il pubblico. Per questo chiediamo ancora una volta le loro scuse al popolo siciliano e il rimborso del biglietto a tutti i giovani che hanno seguito il concerto di Campofelice di Roccella e non hanno affatto gradito le invettive di Piero Pelù contro tutto e tutti. Ci faremo promotori di questa iniziativa e andremo avanti finché la nostra libertà di critica sia tutelata al pari della loro libertà di offesa”.
Come prevedibile, si è invece espressa in una calda dimostrazione di solidarietà l’Italia di Valori che, con il suo portavoce Leoluca Orlando, ha fatto sapere che “quello che dovrebbe essere un diritto di tutti, come sancito dall’articolo 21 della Costituzione, e cioè di manifestare liberamente il proprio pensiero viene, ancora una volta, mortificato e calpestato dai sodali di questo governo”.
Intanto, mentre i giovani del Pdl più fondamentalisti vaneggiano un rimborso del ticket a causa di una parola poco gentile rivolta contro un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, c’è chi propone addirittura la cittadinanza onoraria a Pelù e alla sua band.
Si tratta per la precisione del sindaco di San Mauro Castelverde Mario Azzolini, il quale, appoggiato anche dal primo cittadino di Pollina Magda Gullotta, intende conferire al gruppo la cittadinanza onoraria delle Madonie. Tra qualche settimana è dunque previsto il dibattito con la band e la decisione finale riguardo l’iniziativa.
I litfiba, dunque, dividono in due la trinacria; con la reazione esageratamente scandalizzata del Pdl, sempre più allergico ad ogni forma di contestazione e l’altro eccesso; rappresentato invece da una cittadinanza onoraria forse ingiustificata.

“Un vero e proprio incitamento all’odio”…
Signori, l’odio è ben altra cosa…
L’odio è dare fuoco ad un cassonetto delle immondizie o ala macchina di un povero cittadino che non è vittima di chi crede che gesti come questi significhino “manifestare pacificatamente”…
L’odio è “usare” le persone promettendo e non mantenendo per poter farsi i propri porci comodi…
Odio è far saltare in aria chi si è battuto per far rispettare la giustizia cercando di fermare quei porci che invece continuano a respirare…
Non sono laureato ma nemmeno stupido…
Non sono di destra e nemmeno di sinistra…
Vorrei anche io, come tanti altri, che chi ha rubato, ruba, uccide e nasconde le prove considerate “schiaccianti” potesse finalmente finire in prigione…
E poi… al diavolo l’infarto e gli arresti domiciliari… devono marcire in prigione, in mezzo ai comuni delinquenti quei farabutti che fino ad ora hanno solo portato il vero odio!
Concordo in tutto quello che hai scritto!
El_Diablo